Le Mont

Sulle coste della Normandia si erge la colossale rupe di Mont-Saint-Michel. Quando era solo una montagnetta circondata dall’acqua un vescovo vi fondò un santuario in memoria di ben tre apparizioni dell’arcangelo San Michele. Correva soltanto l’anno 708 e così diventò un’importante meta di pellegrinaggio. Da semplice oratorio si trasformò poi in un monastero benedettino e più avanti ospitò una guarnigione. L’abbazia fu allo stesso tempo monastero e fortezza, grande esempio di architettura religiosa e militare. Non a caso poté resistere alle truppe inglesi durante la guerra dei Cent’anni e fu adibita a prigione durante la Rivoluzione Francese fino al Secondo Impero. Il borgo è cinto da mura medievali e si dispone ai lati dell’unica strada della Grande Rue che scollina fino ad arrivare al santuario. Le più grandi maree d’Europa avvengono nella baia circostante e, quando si alza, il mare avanza rapido “come un cavallo al galoppo” (espressione francese, non mia). Prima del 1880 il monte era accessibile da terra soltanto durante la bassa marea attraverso una sottile lingua di terra. Quell’anno vennero costruite una diga e una sopraelevata che nel tempo hanno compromesso la natura di isola del monte (perché viene trattenuta la sabbia). Si è deciso così di smantellare (quasi) tutto e far tornare Le Mont com’era una volta per restituirgli la “dimensione marittima” perduta, spendendo circa 300 milioni di euro. Non senza polemiche.

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