Maestro

L’anno scorso per la prima volta (mondiali 2006 a parte) ho visto Merate piena di gente. L’occasione era un evento musicale: Meratefest. Musica di ogni genere, dappertutto. Lo consiglio perché: per qualche giorno Merate non è noiosa o deserta, l’atmosfera è piacevolmente viva, la musica è di valore.
Se vi piace la musica la si può gustare, se non vi piace la musica (?!) ci sono i gelati, le birre e le chiacchiere tra amici.
Quest’anno, oggi e domani, si ripete.
www.meratefest.it
Qui sopra il maestro. Braccia in tensione e in movimento, faccia rossa per le luci di scena.
Qui sotto alcune immagini della scorsa edizione.

Altre Fotografie…

Thank You

In una lunga passeggiata da Whitechapel a St. James’s Street si attraversano mille mondi diversi. Dal quartiere dello Squartatore, ai grattacieli della City, dai vivacissimi mercati e bancarelle, alle chiese antiche. Tra i fenomeni più curiosi ci sono gli artisti di strada del South Bank/Bankside. Cantanti, breakdancers, mimi, giocolieri, personaggi immobili o fluttuanti, Yoda, Jack Sparrow, il Corvo, aspiranti primatisti da Guinness World Records.
Ma i miei preferiti sono questi due signori. Il primo non solo per l’atteggiamento (mano sinistra tesa verso il pubblico) e il sorriso convincenti ma anche per il “grazie” in anticipo.
Il secondo perché concentratissimo nella sua stonata (e suppongo scomoda) esibizione.

Altre Fotografie…

Sotto la Torre

Se hai soltanto 10 ore a disposizione per visitare Parigi e sei un semplice turista curioso, certo non mancherai di andare sotto la Tour Eiffel. Poi una passeggiata per Notre Dame, un giro al Louvre (rigorosamente da fuori), i Campi Elisi e qualcos’altro.

Così decisero di fare 3 impavide ragazze in vacanza studio a Londra. St. Pancras – Gare du Nord: 2 ore e mezza di viaggio e l’emozione di passare sotto la manica. Non è vero: è tutto buio per un venti minuti.
La tour Eiffel è come te la immagini. Alta (324m), snella, arzigogolata.
Qui nota la ragazza al centro che ti sta guardando e le persone al primo piano della torre, affacciate.

Mimetismo

Questo è al parchetto del planetario di Madrid, il Parque Tierno Galván. Dopo un entusiasmante viaggio nello spazio con i bambini (con l’obiettivo di raggiungere la stazione spaziale per riparare un guasto al satellite López, a forma di cagnolino), si è pranzato sul prato. Quand’ecco che mi accorgo della presenza di n pappagalli invisibili. Qui sono due. Banalmente questa fotografia mi piace per l’alternarsi di verde chiaro e verde scuro e per l’eccezionale abilità mimetica che dimostrano i due. Dopotutto anche Edgar e Vidocq lo dicevano che il miglior espediente per nascondere qualcosa è quello di non nasconderlo affatto.

Prova

Prova

Ci provo, poi vedrò. Dovesse venire tanto male, mi preoccuperò di cancellare ogni traccia.
Ho deciso di commentare le immagini che pubblico. Non per fare la postmoderna alternativa (come dice Papy’s) nè per fare dell’arte o sentimentalismi vari. Le fotografie sono soltanto una proposta.
Cercherò di spiegare cosa mi piace in ogni fotografia, perché l’ho scelta e magari di contestualizzarla, per renderla più viva.
è che non volevo lasciare questa pagina così vuota, avevo il sospetto che non si capisse bene il mio intento; per altro così potrei risultare un po’ più interessante.
Inizio da questa immagine perché è quella che uso per ogni genere di prova: ho provato a farci le schifezze più orribili. Qui alcuni tristi esempi.

Altre Fotografie…